Un organo didattico donato al Conservatorio

29 Aprile, 2026

Adriano Riatti ha costruito il peculiare strumento oggi al servizio dei giovani musicisti

Un organo didattico Hadrianus donato al Conservatorio

Un nuovo piccolissimo organo a canne, per uso didattico, chiamato “Hadrianus“, è stato donato al nostro dallo storico musicale Adriano Riatti, che ha realizzato questo singolare strumento con la supervisione degli organari reggiani Federico e Pierpaolo Bigi e grazie alla collaborazione con Claudio Silingardi e Gianni Calzolari.

L’organo Hadrianus – 48 canne, metà aperte e metà tappate con due registi – prende il nome dal suo costruttore, troverà grandissima utilità nell’attività didattica e divulgativa del Conservatorio. Lo strumento ha la peculiarità di esporre a vista tutte le parti meccaniche e costruttive e sarà così molto semplice per gli allievi del Conservatorio comprenderne il funzionamento, oltre ad offrire la possibilità di toccare con le proprie mani lo strumento e naturalmente suonarlo.

La professoressa Gabrielangela Spaggiari, Direttrice delle Orchestre Giovanili del Conservatorio, utilizzerà l’Organo Hadrianus durante le esercitazioni orchestrali, nei concerti e negli incontri di sensibilizzazione rivolti alle scuole. Renato Negri, titolare della della cattedra di Organo e Composizione organistica del Conservatorio reggiano sottolinea che “proprio per la sua struttura, lo strumento donato da Riatti si presta bene ad illustrare le componenti basilari di un organo”.

L’organo, dal valore di una decina di migliaia di euro, fa parte di un più ampio progetto ideato in Olanda – “Orgelkids” – studiato per sensibilizzare, stimolare e appassionare i bambini verso lo studio di uno strumento troppo spesso considerato, erroneamente, di nicchia.

Famiglia di artisti e artigiani, i Riatti abitavano e operavano a Reggio Emilia già nel ‘600. Nei secoli furono capaci intagliatori, fonditori e organari. Tra le opere di grande livello si conoscono carrozze, contrabbassi, campane per le più importanti chiese reggiane e argenti per le famiglie facoltose. Infine l’intuito per gli affari portò la famiglia alla produzione di organi, creando una forza di servizio a favore delle chiese veramente inusuale: i Riatti erano infatti in grado contemporaneamente di trattare il legno, fondere campane e realizzare organi.

Soddisfazione – e un grande ringraziamento – è stata espressa dal presidente del Conservatorio, Michele Montanari, dal direttore Imerio Tagliaferri Prina e dal Consiglio Accademico e di Amministrazione per questa donazione.