“Quando saremo a Reggio Emilia: canterine itineranti al tempo di Petrarca”
L’Orecchio del Sabato
Quando saremo a Reggio Emilia… Canterine itineranti al tempo di Petrarca
Decorazioni fitomorfe, dettagli in oro, capilettera miniati e sfavillanti: questa la cornice di madrigali, cacce e ballate nelle carte del Codice Squarcialupi, prezioso manoscritto fiorentino del Trecento musicale italiano. Frammenti di un antico codice, sbiaditi ma riaffiorati grazie ad avanzate tecnologie, ci assicurano che in quel tempo anche a Reggio Emilia si cantava allo stesso modo.
Sabato 29 novembre 2025 il suono restaurato di tre composizioni del Trecento italiano avrà la prima esecuzione nella nostra città grazie a un’iniziativa promossa dalla Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia, insieme al nostro Conservatorio. Dalle ore 16, all’Auditorio Masini, il prof. Cesarino Ruini, musicologo dell’Università di Bologna, ripercorrerà le tappe di questo ritrovamento avvincente nella conferenza “Quando saremo a Reggio Emilia… canterine itineranti al tempo di Petrarca”, partendo da un madrigale politico attribuito al grande poeta aretino, intonato da due compositori del Trecento italiano, e seguendo un indizio proveniente dalle Novelle di Giovanni Sercambi da Lucca, che suggerisce un possibile collegamento del madrigale alla storia reggiana.
All’Ensemble Korymbos diretto dalla prof.ssa Alessandra Fiori (Conservatorio di Cesena) spetterà l’interpretazione del madrigale politico La fiera testa che d’uman si ciba di Niccolò Del Preposto (tramandato dal fiorentino Codice Squarcialupi) e delle tre cacce anonime contenute nel “frammento Mischiati” conservato all’Archivio di Stato di Reggio Emilia, restituite alla ricostruzione storica del nostro territorio.
L’evento apre la XIV edizione della rassegna L’Orecchio del Sabato, promossa dalla Biblioteca Gentilucci del Conservatorio, che quest’anno ha per tema “Torniamo all’antico e sarà un progresso“, citazione di una famosa frase di Giuseppe Verdi a Francesco Florimo.
“Si tratta di un’occasione importante per mostrare alla città il il prezioso facsimile del Codice Squarcialupi, riprodotto in tiratura limitata, posseduto dalla Biblioteca Gentilucci del Conservatorio”, commenta Monica Boni, docente bibliotecario del Conservatorio e curatrice della rassegna. “Sfogliare questo documento unico della storia delle musica medievale costituisce un’esperienza estetica immersiva, grazie alle immagini associate alla musica. Ci sono miniature che ritraggono i musicisti che hanno composto le musiche notate nel codice e spesso sono le uniche testimonianze iconografiche della loro fisionomia, degli strumenti musicali in uso e delle azioni connesse al far musica, fissate per sempre con una elevata qualità grafico-pittorica”.
L’excursus sul fenomeno musicale dell’Ars Nova italiana del Trecento si intona con il tema proposto per la rassegna di quest’anno, incentrata su come la cultura musicale attuale si relaziona continuamente con il proprio passato. Con il suo motto ormai proverbiale Verdi sottolineava la necessità di preservare una solida tecnica della composizione attraverso la lezione degli antichi, coniugando le innovazioni del linguaggio alle proprie fondamenta storiche. Ancora oggi il confronto dei musicisti con la storia non si esaurisce nel puro (e utile) esercizio di stile, ma rinvigorisce lo slancio creativo e lo proietta al futuro. Lo sguardo sul passato diventa allora un mezzo per raggiungere questo fine e il pensiero riconosce nella propria continuità lo sfondamento di categorie, quali antico e moderno, come un valore da perseguire.
Ingresso libero e limitato ai posti disponibili
Per informazioni: 0522 1172171 – biblioteca@conservatorio.peri-merulo.it




