Musicæ Civitas – Edizione 2026

30 Maggio, 2026

Al via la VI Edizione di Musicæ Civitas: i nostri concerti estivi nella Sala delle Carrozze

Musicæ Civitas 2026

I concerti nostri estivi si tengono nella splendida cornice della Sala delle Carrozze (a Reggio Emilia, via Alighieri, 11). Un ciclo di otto imperdibili appuntamenti musicali, sempre con inizio alle ore 19, che vedrà protagonisti i nostri migliori talenti, docenti e formazioni d’insieme. I programmi, ricchi e poliedrici, spaziano dai grandi classici del repertorio cameristico fino alle più affascinanti esplorazioni della musica contemporanea e vocale.

L’ingresso ai concerti è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria e limitata ai posti disponibili.

IL PROGRAMMA

Martedì 9 giugno, ore 19

  • Interpreti: Myroslava Ishchenko (violino), Cecilia Pecolo (arpa), Gabriele Faustini (clarinetto), Ornil Muharremi (chitarra), Toot Quartet: Sebastiano Grasselli (tromba), Elia Venturelli (pianoforte), Samuele Grandi (contrabbasso), Simone Apparuti (batteria). Musiche di C. Saint-Saëns, G. Facchinetti, F. Cavallone, C. Bolling.


Venerdì 12 giugno, ore 19

  • Interpreti: Duo di percussioni: Simone Apparuti, Giovanni Pietri, Quartetto di fiati: Donatella Tavaglione e Donatella Romei (flauti), Chiara Maria Sollazzo e Sofia Rovina (clarinetti). Musiche di A. Vinao, G. Grisey, I. Xenakis, E. Kopetzki, A. Clementi, F. Malipiero.

Note di sala

Gérard Grisey, Stèle: a causa della strumentazione ridotta è un brano estremamente innovatore e ingegnoso: due grancasse, una di medie dimensioni e una più grande. Quest’ultima è ornata da una collana di perle di legno per “sporcare” il suono, un po’ come quegli strumenti africani che vengono preparati per rendere la loro sonorità meno armonica ma più ricca (piccole palline di ragnatela per far frinire gli strumenti a fiato, piccoli sonagli metallici per la sansa). In Stèle sono utilizzati punti diversi della pelle tesa sulla grancassa per variare i colori, come per le tabla o i Mridongam indiani. Infine sono utilizzate sei bacchette di differente consistenza, dimensione e materiale  come anche due tipi di spazzole (che grattano la pelle per abitare il silenzio).  Gli strumentisti devono essere distanziati per creare giochi in eco, effetti rituali e ritmi lenti e funebri che diventano drammatici, in una scrittura ritmica e poliritmica che è estremamente precisa, chiara ed efficace. (Fabian Levy)
Aldo Clementi, Duetto: volevo ricavare da un materiale unico tutti i diversi processi di espansione (melodica, polifonica, armonica) associandoli all’idea di un moto statico, mirando ad un effetto insieme di vertigine e di svuotamento: cercavo costellazioni sonore che avessero un carattere di permanenza, come se i suoni ristagnassero, come se fossero eterni. In questa prospettiva, gli stimoli principali sono venuti da alcune riflessioni sulla pittura contemporanea: il lavoro sulla texture di Jackson Pollock che provocava nebulose senza inizio né fine, il materismo, l’informale, l’action painting, la pittura di gesto di Hans Hartung. In questo rigoroso contrappunto recupero oggetti della tradizione (scale diatoniche, spunti tematici, corali luterani), che restano però nascosti, assorbiti, soffocati, o riemergono in maniera filtrata, non diretta. Mi interessa che la logica costruttiva sia ferrea ma che siano intervalli cantabili ma non siano palesi, che si possano intrasentire. che si colga un sentimento dietro le note.  (Aldo Clementi)
Iannis Xenakis, Rebonds A: è un immenso rituale astratto, musica pura dai ritmi sempre più intensi, priva di una dimensione drammatica. Ritmo, periodicità, ripetizione, duplicazione, ricorrenza e imitazione (fedele o meno) sviluppano una struttura musicale irregolare, che conduce a una sorta di moto perpetuo. Il ritmo simboleggia un’idea generale che si articola in tre modi: l’ordine, che regola l’universo ritmico attraverso l’opposizione al disordine; la periodicità minima contrapposta all’aprioricità; e la discontinuità in contrapposizione alla continuità di un tempo primario che si presume infinitamente regolare. La scrittura che Xenakis fa passare alle percussioni non cerca soluzioni nella risonanza, ma si limita deliberatamente all’impatto, affondando le sue radici nella memoria della musica extraeuropea, nella sua violenza primordiale. (Cécile Gilly)
Eckhard Kopetzki, Canned Heat: è composto attraverso un processo di variazione melodica continua. In tutto il brano, i motivi melodici vengono prolungati e abbreviati, creando sia un ritardo che un’accelerazione delle figure cadenzali. In contrasto con queste idee melodiche, ogni frase si conclude con punteggiature ritmiche nette e sincopate. Particolarmente degna di nota è la sovrapposizione di idee metriche contrastanti tra le due mani e l’evidenziazione di questo contrasto attraverso l’uso di due famiglie di strumenti contrastanti: pelle e metallo. Su larga scala l’ opera progredisce da un punto di consonanza ritmica a uno di dissonanza.
Francesco Malipiero, Sonata a quattro: a Reggio Emilia nel 1982  in un convegno per il centenario della nascita di Malipiero si è cercato di sciogliere l’enigma della sua musica, senza un vero e proprio esito, se non quello di una presa di coscienza che il nocciolo risieda proprio in questa enigmaticità. Chi mise in luce i caratteri antitetici, tra impressionismo ed espressionismo, chi si soffermò sulla visione formale, quel suo procedere ‘a perdifiato’, senza binari prestabiliti, e ancora sull’idea del tempo musicale, non quella di tipo dialettico-costruttiva della grande tradizione classico-romantica ma aperta al caso, agli stimoli della memoria. Dietro questa vivace estemporaneità, vi affiora lo stesso tono di stupefazione e di rassegnazione che tradisce la visione negativa che il musicista ha del mondo, quel suo sentirsi tagliato fuori da cui distilla quell’inconfondibile umor malinconico, altro tratto che isola  Malipiero dal terreno più ‘impegnato’ dell’avanguardia musicale, come se ironia, sfiducia, pessimismo contrastassero lo sforzo di rinnovamento. Un artista moderno che non amava il mondo moderno. (Gian Paolo Minardi)
Alejandro Vinao, Arabesco infinito: nell’arte islamica tradizionale, le trame ornamentali sono spesso costruite a partire da un’unica figura geometrica moltiplicata in tutte le direzioni su un unico piano, creando un motivo infinito. In Arabesco Infinito ho cercato di emulare questo tipo di costruzione. Idee simili di “ripetizione creativa e imprevedibile” si ritrovano nella geometria frattale e nella teoria del caos. Tuttavia, la teoria del caos introduce anche il concetto di attrattori, definiti come stati verso i quali un sistema o un processo può evolversi. Ciò che ho trovato affascinante in questo concetto è che, sebbene un sistema possa muoversi verso un attrattore, può sembrare che lo faccia in modo caotico. Ciò suggerisce che l’ordine possa nascere dal caos e che forse un atto di creazione possa aver bisogno del caos come condizione necessaria. Volevo che nel mio brano ci fosse un movimento simile, una direzionalità che a volte potesse sembrare caotica ma che fosse sempre guidata  dalla ripetizione di una cellula o di un motivo iniziale. Volevo creare una musica in cui una figura ritmica e melodica molto semplice – un arabesco –  si evolvesse in modi imprevedibili ma sempre nella direzione di un nodo o di un punto di attrazione.  Questi punti di attrazione appaiono nel brano come ‘groove’, ritmi ripetitivi periodici o quasi periodici in cui il nostro corpo può comodamente assestarsi. (Alejandro Vinao)


Martedì 16 giugno, ore 19

  • Interpreti: Pietro Bolognini (violino), Pietro Ceccarelli (violino), Elisa Zannoni (violino), Mari Fujino (pianoforte). Musiche di G. Fauré, S. Prokofiev, C. Franck.

Note di sala

Musica francese come unione di queste tre sonate per violino e pianoforte. Il lirismo di Faurè insieme alla potenza di Franck danno un quadro preciso della Francia di metà/fine Ottocento: il suono diventa colore, si dipingono percezione e atmosfera secondo canoni non configurati. Molto diverso rispetto al modello tedesco dominante di allora. Il russo Prokofiev non è da meno alle libertà francesi, in quanto la sua sonata N.2 per violino (scritta prima per flauto traverso e poi sotto consiglio di Oistrakh adattata per violino) fa parte del suo periodo neoclassico ed è figlia dei suoi numerosi viaggi in Europa, in particolare Londra e Parigi dove conoscerà Ravel e Debussy, determinanti per il suo stile compositivo sempre variegato e di ricerca continua.

I musicisti

Pietro Bolognini nell’ottobre 2024 ottiene la Laurea di primo livello in violino con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, sotto la guida dal Maestro Alessandro Ferrari al Conservatorio “A. Peri” di Reggio Emilia, dove attualmente sta finendo il biennio. Studia con passione la Prassi esecutiva informata del repertorio barocco e classico, in particolare con i Maestri A. Ferrari e F. Guglielmo. Debutta da solista con l’orchestra del Collegium Musicum Almae Matris nel maggio 2024 con il concerto Triplo di Beethoven, e poi nel gennaio 2025 con l’Orchestra Senzaspine il concerto N.5 in La maggiore di Mozart. Suona come solista e violino concertatore nell’Ensemble Barocco “Astorre Ferrari”, in particolare eseguendo le Quattro Stagioni di Vivaldi e Richter, i concerti per violino di Vivaldi, i concerti grossi di Corelli. Collabora con orchestre di rilievo come Orchestra Leonore, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Toscanini e Orchestra Cherubini (di cui vince l’audizione a Giugno 2025). Come prima parte/spalla è invitato dai Solisti Filarmonici Italiani, Filarmonica di Parma e Orchestra Senzaspine. Suona un violino “Coratti” gentilmente prestato dalla famiglia Coratti, per il quale è sempre grato a Maria Rosaria Bazzarini e Laura Sarti, la sua prima insegnante di violino.

Pietro Ceccarelli, diplomato al Liceo Musicale “Lucio Dalla” di Bologna nel 2024, frequenta attualmente il terzo anno del Triennio Afam di Violino presso il Conservatorio “A. Peri” di Reggio Emilia, sotto la guida del Maestro Alessandro Ferrari. Ha frequentato masterclss di violino con Maestri come Alessandro Ferrari, Enrico Balboni, Simone Bernardini, Robert Kovalski, Salvatore Quaranta, Luca Falasca, Cecilia Ziano, Grazia Serradimigni e Cesare Carretta.
È chiamato a suonare in ensamble e orchestre, tra cui la Filarmonica di Parma, l’Orchestra Senzaspine, l’Orchestra Fondazione Pavarotti, l’AYSO, l’OGVE e l’Ensamble Barocco “Astorre Ferrari, con i quali ha suonato nei teatri più prestigiosi della regione.

Elisa Zannoni è una violinista diplomata nel 2025 con il massimo dei voti, lode e menzione sotto la guida di Alessandro Ferrari, presso Conservatorio “Peri-Merulo” di Reggio Emilia dove sta attualmente frequentando il biennio. Nel suo percorso di studi ha partecipato a masterclass con numerosi docenti, per citarne alcuni Simone Bernardini, Salvatore Quaranta, Robert Kovalski, Cecilia Ziano. ​Ha all’attivo molte esperienze con importanti orchestre, tra cui la Giovanile Luigi Cherubini, la Filarmonica Arturo Toscanini, i Solisti Filarmonici Italiani e l’Orchestra Bottesini. Ha suonato sotto la direzione di direttori come Riccardo Muti e Charles Dutoit, partecipando a diverse produzioni sinfoniche e di opere e balletti per teatri come il Regio di Parma, il Pavarotti-Freni di Modena e il Valli di Reggio Emilia. Si dedica regolarmente anche alla musica da camera in formazioni dal duo al quintetto.


Venerdì 19 giugno, ore 19

  • Interpreti: Bianca Zanetti (violino), Costanza Dottori (violoncello), Alina Trush (pianoforte), Giona Dall’Aglio (clarinetto), Emanuele Bani (violoncello), Daria Malakhova (pianoforte). Musiche di F. Mendelssohn, J. Brahms.

Programma di sala


Martedì 23 giugno, ore 19

  • Evento: Concerto degli allievi del Laboratorio di Musica Contemporanea. Direttore: Marco Pedrazzini. Musiche di A. Gentilucci, F. Filidei e degli studenti della classe di Composizione (A. Pelullo, S. Aliu, M. Govi, P. Martino).

Programma di sala


Venerdì 26 giugno, ore 19

  • Interpreti: Luca Maccagnani (violino), Paola Volpi (violino), Mari Fujino (pianoforte). Musiche di J. Brahms, C. Franck.

Note di sala

Le due sonate proposte figurano come vette assolute del tardo-romanticismo cameristico. Composte a soli due anni di distanza l’una dall’altra, rappresentano due modi straordinari, ma profondamente diversi, di intendere la forma sonata alla fine del XIX secolo. Dal misticismo della forma ciclica di Franck, che unifica l’intera opera attraverso una “narrazione continua”, si passa alla monumentalità e drammaticità del romanticismo tedesco più maturo, in grado di restituire grande espressività tramite il controllo della forma classica.

I musicisti

Paola Volpi nell’ottobre del 2014 ha intrapreso lo studio del violino. Ha conseguito il Diploma Accademico di primo livello con il massimo dei voti con lode e menzione d’onore presso il Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza sotto la guida del Maestro Enrico Balboni nel luglio 2025. Attualmente frequenta il biennio Accademico presso il Conservatorio “A. Peri – C. Merulo” di Reggio Emilia con il Maestro Alessandro Ferrari. Ha preso parte a diverse masterclass tenute da concertisti di fama internazionale tra cui il Maestro Stefano Furini, il Maestro Dejan Bogdanovich e la Maestra Floor le Coultre. Si sta perfezionando con il Maestro Ilya Grubert presso la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. Vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra cui: primo premio al XVI International Competition “Giovani Musicisti Città di Treviso” nel 2024, primo premio al concorso Internazionale Città di Palmanova, XIII Edizione, nel 2025 e primo premio assoluto al Concorso Internazionale “Giovani talenti” Città di Gorizia nel 2025. Inoltre ha preso parte al 16° Concorso Internazionale Musicale “Omaggio a Marcello Abbado”, edizione on-line, vincendo il primo premio e al Concorso Internazionale di Musica Città di Stresa, XLII edizione on-line 2025, ottenendo il primo premio assoluto. Ha partecipato con il Trio Lagareza, di cui fa parte dal 2022, al concorso internazionale European Music Competition Città di Moncalieri nel 2023, al XVII International Competition “Giovani Musicisti Città di Treviso” nel 2025 e al Concorso musicale per giovani interpreti “Prospettive musicali” di Rubano vincendo sempre il primo premio nella categoria musica da camera e al Concorso Internazionale “Giovani talenti” Città di Gorizia nel 2025 aggiudicandosi il primo premio assoluto e ricevendo da parte della giuria il “Premio Conte Coronini”. Si esibisce in realtà del Nord Italia come solista e in formazioni di musica da camera. Collabora in qualità di violino di fila con l’OSI – Orchestra della Svizzera Italiana, la Filarmonica Arturo Toscanini, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, l’OFI – Orchestra Filarmonica Italiana, l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, l’Orchestra Filarmonica di Parma e con l’Orchestra Senzaspine di Bologna. Ha partecipato in qualità di solista al Festival “In Arte Venice” nell’ottobre 2023 a Venezia, al
Festival “All’Olimpico col Pedrollo” nell’aprile 2024 a Vicenza, al Festival “Pomeriggi musicali di Salò”, XXI edizione, nel novembre 2024 e alla stagione concertistica degli Amici della Musica di Lonigo nell’aprile 2026. Con il Trio Lagareza si è esibita nelle Sale Apolline del Teatro La Fenice nel novembre 2024, al Teatro Olimpico nel maggio 2025, alla LXVI edizione del Festival Violinistico Internazionale “Estate musicale del Garda” e in quartetto alla rassegna “Aulos, Matinées Musicali” a Lugano nell’agosto 2025. Infine ha partecipato in trio alla 37° stagione concertistica promossa dagli Amci della Musica di Bassano del Grappa (VI) nel marzo 2026.

Luca Maccagnani si diploma nel 2024 al Liceo Musicale “Lucio Dalla” di Bologna con 100 e lode. Frequenta il terzo anno di Triennio universitario al Conservatorio “Peri – Merulo” di Reggio Emilia, nella classe di Violino del M° Alessandro Ferrari. Durante il suo percorso di studi ha partecipato a masterclass con importanti docenti, quali: Simone Bernardini, Andrea Obiso, Cecilia Ziano, Robert Kowalski Suona regolarmente con: Filarmonica di Parma, Orchestra Senzaspine, Ensamble barocco “Astorre Ferrari”, Sinfonica d’Este e Collegium musicum.


Martedì 30 giugno, ore 19

  • Interpreti: Iryna Pavlyshyn (pianoforte), Pietro Ceccarelli (violino), Adán Gómez (violoncello), Daria Malakhova (pianoforte), Svitlana Tarubarova (violino), Carlos Parra (viola), Adán Gómez (violoncello), Daria Malakhova (pianoforte), Giona Dall’Aglio (clarinetto), Emanuele Bani (violoncello). Musiche di J. Brahms, G. Mahler, L.v. Beethoven.

Programma di sala


Venerdì 3 luglio, ore 19

  • Evento: “Sulle ali del canto”: florilegio di Lieder, mélodies e dintorni. Interpreti: Allievi del corso di Musica vocale da camera; Alfredo Blessano (pianoforte). Musiche di F. Schubert, G. Rossini, H. Wolf, H. Duparc, R. Strauss, F. Poulenc.

  • Programma di sala
  • Note di sala

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

  • Sede: Sala delle Carrozze, Via Alighieri 11, Reggio Emilia.

  • Orario: Tutti i concerti avranno inizio alle ore 19.