“Miti oracoli arte”: racconti, tarocchi e immagini

22 Ottobre, 2026

Venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026

“Miti oracoli arte”

Che cosa possono rivelarci un mito, una carta dei Tarocchi o un’opera d’arte? A queste, e ad altre domande, proverà a rispondere “Miti Oracoli Arte”, la due giorni in programma venerdì 23 e sabato 24 ottobre nella Sala delle carrozze del nostro Conservatorio (via D. Alighieri, 11) e nella sede dell’Associazione “L’Indaco” (Reggio Emilia, via A. Gabelli, 12).

L’iniziativa nasce nell’ambito di Sentiero Arcano, il progetto di arte pubblica permanente e partecipata, composto da ventidue sculture ispirate agli Arcani Maggiori dei Tarocchi e collocato accanto al Giardino di Gabrina, nel Parco delle Acque Chiare. Realizzate da ventiquattro artisti del territorio con materiali e linguaggi diversi, le opere dialogano con il paesaggio e sono accompagnate da brani musicali composti ed eseguiti da studenti e studentesse del nostro Conservatorio, fruibili anche in formato digitale.

Nato dal coinvolgimento di artisti, residenti, associazioni, scuole, artigiani, istituzioni e aziende, il percorso invita chi lo attraversa a vivere i Tarocchi attraverso la loro forza simbolica ed evocativa, come occasione di riflessione e incontro con sé e con la comunità.

Proprio all’approfondimento dei molteplici significati dei Tarocchi è dedicato il convegno in programma venerdì 23 ottobre alle ore 15 nella Sala delle Carrozze, aperto dai saluti istituzionali del vicensindaco Lanfranco De Franco e dell’assessore a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, Marco Mietto.

A dare avvio ai lavori sarà l’intervento di Roberto Baldini dal titolo “Il mito come via per la conoscenza di sé”. Favole, miti e leggende hanno da sempre offerto agli esseri umani storie per orientarsi nella comprensione di sé e del mondo. L’intervento di Baldini ne esplorerà il valore simbolico e le molteplici possibilità d’interpretazione, dalla filosofia greca all’Alchimia fino a Jung, per riflettere su come il mito e la narrazione restino esperienze fondamentali anche oggi.

Giuseppe Pannini parlerà della “Figurazione simbolica dei Tarocchi”, un universo di forme, simboli e archetipi nell’arte dal Rinascimento al contemporaneo. Le immagini dei ventidue Arcani Maggiori hanno attraversato i secoli conservando una struttura figurativa pressoché immutata; nate nelle corti rinascimentali come gioco, le carte si sono trasformate in un codice allegorico e in uno specchio dell’inconscio, alimentato da filosofia, astrologia e testi sacri ed esoterici. Partendo dalla narrazione dei “Trionfi”, Pannini attraverserà l’iconografia sacra e alchemica: il Folle, per esempio, trova rimandi nella pittura antica, come negli affreschi di Giotto a Padova; la Ruota della Fortuna, con il suo eterno ciclo, dialoga con l’arte medievale nel rosone della Basilica di San Zeno a Verona. Geometrie cosmiche, attributi simbolici e narrazione figurativa compongono immagini legate al destino umano, capaci di ispirare anche artisti del Novecento e contemporanei. Tra questi, Dalì, Luzzati, Matta, Niki de Saint Phalle e, in tempi recenti, Francesco Clemente, che hanno reinterpretato il tema secondo il proprio stile e contesto culturale.

Partendo dalla narrazione dei “Trionfi”, Pannini attraverserà l’iconografia sacra e alchemica: il Folle, per esempio, trova rimandi nella pittura antica, come negli affreschi di Giotto a Padova; la Ruota della Fortuna, con il suo eterno ciclo, dialoga con l’arte medievale nel rosone della Basilica di San Zeno a Verona. Geometrie cosmiche, attributi simbolici e narrazione figurativa compongono immagini legate al destino umano, capaci di ispirare anche artisti del Novecento e contemporanei. Tra questi, Dalì, Luzzati, Matta, Niki de Saint Phalle e, in tempi recenti, Francesco Clemente, che hanno reinterpretato il tema secondo il proprio stile e contesto culturale.

Nell’intervento “Il Tarocco vivente”, Barbara Elia parlerà del proprio libro “Il Cammino della Stella” (Youcanprint, 2026) nel quale descrive l’incontro con i Tarocchi come un’appropriazione consapevole dell’immagine del Vivente, che prende forma nel modo in cui la coscienza percepisce concretamente sé stessa, come davanti a uno specchio. Gli archetipi dei Tarocchi possono essere letti come una metafora del percorso di ogni persona alla ricerca di sé: conoscerli significa intraprendere un viaggio di scoperta e trasformazione interiore.

Sabato 24 ottobre, a partire dalle ore 9, l’appuntamento è nella sede dell’Associazione “L’Indaco” dove Barbara Malatrasi proporrà un laboratorio con successiva visita guidata al Sentiero Arcano. L’atelier pratico e la passeggiata tra le opere offriranno ai partecipanti l’occasione di sperimentare come gli Arcani possano diventare propulsori emotivi e aiutare a entrare in contatto con il proprio sentire, i ricordi e il vissuto. Attraverso la comunicazione visiva, i simboli che formano la nostra immagine mentale accompagneranno, strato dopo strato, a incontrare se stessi nella materialità, nell’anima e nello spirito.

Ingresso libero e gratuito.