Il Conservatorio per la Festa del Tricolore
Mercoledì 7 gennaio
Il Tricolore compie 229 anni: il nostro Conservatorio “Peri-Merulo” protagonista delle celebrazioni.
Reggio Emilia si appresta a vivere una delle ricorrenze piùimportanti: il 229° anniversario della nascita del Primo Tricolore. Era, infatti, il 7 gennaio 1797 quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, riunito nella storica Sala del Tricolore, adottò il vessillo bianco, rosso e verde. E quest’anno, il fitto programma di celebrazioni istituzionali e sociali vedrà il nostro Conservatorio tra i protagonisti.
La giornata di mercoledì 7 gennaio sarà infatti segnata da momenti di significativo valore civile: accanto alla presenza del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, la città ospiterà la lectio magistralis del giornalista e scrittore Corrado Augias, che interverrà sul tema “Noi italiani, chi siamo?“. I festeggiamenti, inoltre, faranno da ideale ponte verso il giorno successivo, quando Reggio Emilia accoglierà il passaggio della Fiaccola olimpica.
Ma la serata di mercoledì 7 gennaio sarà affidata proprio al nostro Conservatorio: alle ore 20,30, nella splendida cornice del Teatro Ariosto, si terrà il concerto dell’Ensemble barocco “Astorre Ferrari”. Formato dai migliori allievi diplomandi dei corsi di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), l’Ensemble è intitolato alla memoria di Astorre Ferrari, figura cardine della storia musicale reggiana e nazionale: docente di violino presso il nostro Istituto, Ferrari è stato tra i fondatori di complessi come “I Musici” e “I Solisti Veneti“, oltre ad aver ricoperto per anni il ruolo di Primo Violino di Spalla dell’Orchestra Toscanini.
Per onorare il Tricolore, l’Ensemble proporrà un percorso musicale che crea un dialogo tra estetica e impegno civile. Il programma spazia dai maestri del barocco alle voci più influenti della contemporaneità: il barocco classico, con musiche di Antonio Vivaldi e Arcangelo Corelli, il minimalismo e il contemporaneo, con brani di Max Richter, Michael Nyman e Arvo Pärt, la passione per le sonorità argentine di Astor Piazzolla. Un repertorio ricercato, pensato per gettare un ponte tra l’ascolto “alto” della sala da concerto e la sensibilità emotiva del grande pubblico, riflettendo lo spirito di un’identità nazionale in continua evoluzione.




