Bach, Dante e il silenzio degli ignavi
L’Orecchio del Sabato
“Bach, Dante e il silenzio degli ignavi”, con Luca Franzetti
Ultimi appuntamento – sabato 9 maggio, ore 16 Auditorium Masini del Conservatorio – per la rassegna “L’Orecchio del Sabato“: protagonista il Maestro Luca Franzetti, docente di violoncello del nostro Conservatorio, i cui racconti in musica hanno la capacità di colpire la sensibilità più intima e di toccare le corde più profonde dell’animo umano, provocando emozioni intense, ricordi o riflessioni.
“Bach, Dante e il silenzio degli ignavi” è il titolo dell’incontro che prende le mosse da un capolavoro assoluto scritto da Johann Sebastian Bach per violoncello solo – la Suite n. 5 in do minore di BWV 1011 – inanellando via via immagini e concetti tra un movimento e l’altro: dalle scatirugini del suono alla sua primigenia articolazione, che accompagna la genesi del cosmo, come metafora di ogni avventura creativa. “Creare”, in questo senso, implica la dimensione etica della scelta e stimola una riflessione globale che muove dalla prospettiva artistica (e dai principi costruttivi della musica) per interrogarsi sul senso di responsabilità dell’esperienza umana e sull’ordine che tiene insieme il mondo. Il richiamo a Dante e agli archetipi richiamati nella Commedia, nello specifico il girone degli ignavi, riporta alle opzioni che si presentano all’essere umano di ogni tempo. Di fronte a una libertà indeterminata, ogni processo creativo si presenta come l’unico tra gli infiniti cammini possibili e intraprenderlo comporta una forte determinazione personale.
Come detto, questo incontro conclude la XIV edizione della rassegna L’Orecchio del Sabato, promossa dalla Biblioteca Gentilucci del Conservatorio, che quest’anno ha avuto per tema “Torniamo all’antico e sarà un progresso“, citazione di una famosa frase di Giuseppe Verdi a Francesco Florimo.
Ingresso libero e limitato ai posti disponibili.
Per informazioni: 0522 1172171 – biblioteca@conservatorio.peri-merulo.it
Luca Franzetti ha cominciato a studiare il violoncello molto tardi, a diciassette anni, ma a diciotto fa già il primo concerto in orchestra. Ha percorso poi una carriera in orchestra, nelle più prestigiose compagini italiane ed europee. Approda alla Verdi di Chailly nel 2000 e nel 2004 viene invitato da Claudio Abbado a partecipare alla formazione della “Orchestra Mozart”. Con Abbado si apriranno frequentazioni tra le più prestigiose in europa: Wolfram, Christ, Natalia Gutman, Daniel Harding, Ezio Bosso, ma anche artisti di tutt’altro genere, come Harbie Hancock, Steward Copeland, Enzo Jannacci e Lucio Dalla. L’amicizia e partnership con Abbado dureranno fino alla sua morte. Importante l’impegno sociale mantenuto negli anni col Venezuela nel Sistema di José Antonio Abreu, e con l’insegnamento nei campi profughi Palestinesi e la militanza nell’associazione “Mozart 14”. La sua carriera oggi affianca il solismo all’impegno sociale.




